Autistici/Inventati chiude
Il 6 settembre 2026 Autistici/Inventati (A/I) annuncia sul loro sito e blog la cessazione delle operazioni, ma partiamo con ordine: Il 26 agosto 2026 il Dipartimento del Tesoro statunitense, tramite OFAC (il settore che gestisce e applica sanzioni economiche e finanziarie), ha sanzionato Autistici/Inventati, collettivo italiano che dal 2001 fornisce infrastrutture digitali a movimenti e attivisti. Designato come Specially Designated Global Terrorist (SDGT) il collettivo è stato accusato di aver fornito supporto finanziario, materiale o tecnologico a terrorismo e a organizzazioni già sanzionate.
Ora, senza entrare nel merito se fosse giusto o sbagliato l'operato di A/I e le conseguenti decisioni del governo degli Stati Uniti il quesito che dobbiamo porci è quanto questo abbia impattato veramente sul collettivo e con quale autorità, perché il collettivo ha sede in Italia e risponde alle leggi italiane e dell'Unione Europea. Un ordine del genere, per altro dell'esecutivo neanche di un giudice americano, in Europa non dovrebbe avere alcun potere, e infatti sul piano giuridico A/I non rischia nulla (per ora) ma il problema arriva sul concetto di sanzioni secondarie, quando si viene inseriti in queste liste nere tutte le aziende hanno un termine ultimo, in questo caso il 25 settembre, per cessare ogni rapporto con il soggetto designato altrimenti rischiano pesanti sanzioni. Come fa questo a toccare un collettivo di attivisti italiano? Semplice: l'amministrazione USA sa che nessun giudice europeo accetterebbe mai le loro accuse su A/I perciò agisce su ciò che ricade sotto la sua giurisdizione diretta. I primi ad essere stati colpiti sono i domini di autistici.org e dei servizi mail che avendo dominio .org ricadono sotto la giurisdizione della Public Interest Registry (PIR) che localizzata in Virginia ha immediatamente bloccato la risoluzione DNS dell'indirizzo, a cascata nei giorni successivi anche i canali di auto-finanziamento sono venuti meno da PayPal a Banca Etica che rappresenta il caso forse più interessante.
Per capire perché una banca italiana che si definisce "etica" si piega dinanzi a un documento che ha zero valore legale in Europa dobbiamo tornare a capire come funziona l'infrastruttura e le sanzioni secondarie dell'OFAC, la banca è sì in territorio italiano e soggetta alla legislazione italiana ed europea ma se le autorità statunitensi dovessero trovarla ad intrattenere rapporti con un soggetto inserito nella lista SDGT allora scatterebbero le sanzioni secondarie che costringerebbero tutti i mediatori e fornitori americani a cessare i loro rapporti con Banca Etica, ergo i principali circuiti di carte statunitensi (Visa, Mastercard, American Express) e le banche corrispondenti per le transazioni in dollari taglierebbero fuori l'istituto dai canali internazionali con pesanti ripercussioni per tutti gli altri correntisti: uno scenario che minerebbe l'esistenza stessa dell'istituto. Pur trovandosi costretta a cedere, Banca Etica ha esternato il suo malcontento chiedendo alle istituzioni europee di chiarire un protocollo per le istituzioni bancarie o aziende che dovessero trovarsi in situazioni simili.
Per tornare al paragrafo di apertura, dopo 12 giorni dall'annuncio del governo americano il collettivo ha deciso di cessare le proprie attività online perché i rischi per i gestori e gli utenti e la logistica di quella che rimane una operazione di volontari basata sulle donazioni degli utenti sono diventati un onere non più sostenibile.
Esistono alcune speculazioni che possono essere fatte dietro alla scelta; ne ho identificate almeno tre:
- Una paralisi concreta e insostenibile nella gestione quotidiana dell'infrastruttura.
- La volontà di mandare un messaggio ora che sono sulla bocca di tutti mettendo il focus sul collettivo mai condannato né da un tribunale americano né europeo costretto a chiudere per l'assenza di policy europee per la salvaguardia da questi casi.
- La cessazione formale di Autistici/Inventati per rinascere come nuova entità non nelle liste SDGT e, si spera, questa volta con una infrastruttura più eurocentrica (già con un dominio .it o .eu probabilmente il sito non sarebbe andato offline) per evitare i disservizi a catena ingiustificati delle operazioni USA.